Anonimo XV° sec.

Andiam per terra con nostre ventresche
con pane con presciutto poma e vino
per esser più bizzarri alle grottesche

B. Cellini

Le grottesche hanno acquistato questo nome dai moderni, per essersi trovate in certe caverne della terra in Roma dagli studiosi, le quali caverne anticamente erano camere, stufe, sale e altre cotai cose. Questi studiosi trovandole in questi luoghi cavernosi, per alzato dagli antichi in qua il terreno e restate quelle in basso, e perché il vocabulo chiama quei luoghi bassi in Roma, grotte; da queste si acquistorno il nome di grottesche.

G. Vasari

Le grottesche sono una spezie di pittura licenziose e ridicole molto, fatte dagli antichi per ornamenti di vani, dove in alcuni luoghi non stava bene altro che cose in aria; per il che facevano in tutte quelle sconciature di monstri per strattezza della natura e per gricciolo e ghiribizzo degli artefici, i quali fanno in quelle cose senza alcuna regola, appiccando a un sottilissimo filo un peso che non si può reggere, a un cavallo le gambe di foglie, a un uomo le gambe di gru, et infiniti sciarpelloni e passerotti; e chi più stranamente se gli immaginava, quello era tenuto più valente. Furono poi regolate, e per fregi e spartimenti fatto bellissimi andari; così di stucchi mescolarono quelle con la pittura.

W. Kayser

Il grottesco instilla la paura della vita più che la paura della morte: la perdita d’identità, il disordine delle dimensioni e delle forme naturali, la sospensione della categoria degli oggetti, la distruzione della personalità e la frammentazione dell’ordine storico. […] Il grottesco è un gioco con l’assurdo. Può cominciare in modo spensierato ma deve anche trascinare con sé l’autore, privarlo della sua libertà, e renderlo impaurito degli spettri che lui stesso ha evocato con tanta leggerezza.

L. Pinskij

Nel grottesco la vita passa attraverso tutti gli stadi, da quelli inferiori, inerti e primitivi, a quelli superiori più mobili e spiritualizzati, in una ghirlanda di forme disparate che testimonia la sua unità. Avvicinando ciò che è lontano, mettendo in relazione ciò che si esclude a vicenda, violando le nozioni abituali, il grottesco in arte è simile al paradosso in logica.

M. Bachtin

Il corpo grottesco è un corpo in divenire. Non è mai dato né definito: si costruisce e si crea continuamente, ed è esso stesso che costruisce e crea un altro corpo; inoltre questo corpo inghiotte il mondo ed è inghiottito da quest’ultimo.

G. Gori

La lingua e lo stile del grottesco ripetono ogni loro peculiarità e caratteristica dell’intima essenza del fantasma che rappresentano: è lingua grassa pesante, disseminata di neologismi, sfaccettata come un diamante dai molteplici riflessi, fluttuante e reboante; è stile dai costrutti oratori o apparentemente arbitrari, dove la metafora genera con prodigiosa fecondità stormi di metafore che s’accavallano, s’inseguono, si costipano in acervi di traslati d’acutezze, s’accendono e s’arroventano sino alla incandescenza.